Fondamenti di linguaggio musicale (Parte 3)
Alcuni concetti legati alla musica sono davvero complessi, tanto che non è possibile affrontarli in un solo articolo; per questo motivo abbiamo deciso di dividere l'argomento in diverse parti, così da rendere tutto più semplice da comprendere.
In questa terza parte, troverai maggiori informazioni su toni, semitoni, enarmonia e, come se non bastasse, inizieremo a parlare di un tema di grande importanza nella musica: gli intervalli.
Continuiamo a parlare di tono e semitono
Esistono due tipi di semitono: quello diatonico e quello cromatico. Il primo è quello che intercorre tra due note molto vicine che hanno nomi diversi (per esempio: MI-FA). Il secondo, invece, avviene tra due note uguali, dove una delle due è alterata (DO naturale e DO#).
In questo modo, un tono è composto da due semitoni: uno cromatico e uno diatonico. Da DO a RE c'è un tono, ma per arrivare al RE è necessario passare per il DO#; quindi, il semitono cromatico si trova tra il DO e il DO#, mentre da quest'ultima nota fino al RE c'è il semitono diatonico.

L'Enarmonia
Ora che conosciamo le alterazioni, così come i semitoni diatonici e cromatici, è opportuno parlare dell'enarmonia; così vengono chiamate due note con nome diverso, ma che hanno lo stesso suono. Ad esempio, DO#-RE bemolle, MI-FAb, tra le altre. Singolarmente, possono essere chiamate note enarmoniche.
Intervalli

Ora aggiungiamo un nuovo concetto alla nostra lista, una base fondamentale del linguaggio musicale, dato che la musica è fatta di intervalli. Questi si definiscono come la distanza che esiste tra due note.
Possono essere ascendenti o discendenti; semplici o composti, ma procediamo con ordine.
Si dice che un intervallo è ascendente quando si legge dalla nota più grave alla nota più acuta, e discendente quando si legge dalla più acuta alla più grave.
Quanti intervalli esistono?
In realtà sono infiniti, sembra non esserci limite alle distanze; tuttavia, per semplificare un po' le cose, gli autori hanno deciso di classificarli dalla seconda alla decima. Vediamo di definire ciascuno di essi:
- Seconda: distanza compresa tra due gradi* (DO-RE)
- Terza: distanza compresa tra tre gradi (DO-MI)
- Quarta: distanza compresa tra quattro gradi (DO-FA)
- Quinta: distanza compresa tra cinque gradi (DO-SOL)
- Sesta: distanza compresa tra sei gradi (DO-LA)
- Settima: distanza compresa tra sette gradi (DO-SI)
- Ottava: distanza compresa tra otto gradi (DO-DO ottava superiore)
- Nona: distanza compresa tra nove gradi (DO- RE ottava superiore)
- Decima: distanza compresa tra dieci gradi (DO- MI ottava superiore)
* Gradi della scala: una scala si compone di otto suoni, ognuno dei quali rappresenta un grado.
È importante sottolineare che gli intervalli sono semplici se rientrano nell'ambito dalla seconda all'ottava, mentre sono composti a partire dalla nona.
E l'unisono?
Consiste nello stesso suono eseguito da diverse voci; dato che non esiste alcuna distanza, poiché si tratta della stessa nota, l'unisono non è considerato un intervallo.
Cosa succede dopo la decima?
Certamente esistono intervalli di undicesima, dodicesima, tredicesima, ecc.; tutto dipende dalla melodia o dall'estensione degli strumenti che stai analizzando. Ma non è qualcosa di cui devi preoccuparti ora.
Come ti ho già accennato, il tema degli intervalli è di grande importanza nella musica. Ci vuole molta pratica per padroneggiarli completamente; nella prossima puntata parleremo della loro qualificazione e composizione.
Non perderti nemmeno uno degli articoli, sono certa che ti aiuteranno a chiarire tutti i tuoi dubbi sui concetti musicali.
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